orgasmo femminile

Orgasmo femminile differenze tra donna e donna

Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, e grande cultore della sessualità intesa come motore vitale, descrisse tre fasi dell’evoluzione sessuale dell’essere umano, individuando nello stadio orale, anale e fallica tre momenti e zone corporee in cui la pulsione sessuale dirigeva la propria forza nel corso dello lo sviluppo.

Successivamente all’ultima fase, ovvero a quella fallica, in cui tutte le attenzioni sono dirette agli organi genitali (pene, clitoride, vagina), subentra la fase genitale, ovvero lo stadio sessuale adulto in cui l’intero corpo, o più precisamente l’intero Sé dell’individuo può essere vissuto come fonte di piacere.

Alla luce di queste importanti rivelazioni teoriche ci viene il dubbio che l’uomo, a differenza della donna, nel suo sviluppo sessuale non superi mai lo stadio fallico, avendo concentrate tutte le proprie energie quasi esclusivamente sul proprio uccello in erezione e sulle sue prodezze erotico-penetrative.

La donna, invece, mostra una sessualità decisamente più matura e versatile, capace di adattarsi ai contesti e di usufruire di tutte le opportunità che il proprio corpo è in grado di offrirle. Ecco dunque spiegato il significato del titolo di questo testo: la donna può esperire differenze orgasmiche sia in se stessa che rispetto ad altre donne, riuscendo a godere sia attraverso le aree genitali propriamente dette (figa e clitoride), e sia attraverso altre aree erotizzate (ano, capezzoli, bocca e, più in generale, l’intero corpo).

Come godono le donne

Fatte queste necessarie considerazioni di ordine anatomo-funzionale, abbiamo liberato il campo di indagine da ogni preconcetto riguardante le possibilità di esperire orgasmi da parte della donna. La sua capacità orgasmica la possiamo benissimo collocare su una linea retta che va dal massimo godimento a godimenti più soft e concettuali, ovvero da un orgasmo vaginale/clitorideo fino ad esempio a uno di tipo mammario o buccale.

È dunque in azione un continuo interfacciarsi di aspettati quantitativi e qualitativi dell’orgasmo, che vede il clitoride e la  vigorosa penetrazione della fica come attori principali delle esperienze erotiche femminili. Ciascuna di loro nutrirà sensibili preferenze del tutto personali per le varie metodiche volte al raggiungimento del piacere, utilizzando la stimolazione manuale, attraverso ditalini in luogo del cazzo in erezione, o la stimolazione orale, attraverso richiesta al partner di una leccata di figa, fino ad arrivare a forme più evolute e raffinate di stimolazione attraverso oggetti, parti corporee, o addirittura concetti mentali che all’occorrenza possono svolgere funzioni erotiche.

Comunque sia, a scopi puramente semplificativi e finalizzati a organizzare in un quadro organico ciò che è stato fino a ora affermato, possiamo concludere che le due grandi categorie femminili ‘clitoridea’ e ‘vaginale’ sono semplici etichette messe a servizio da uomini che non riescono a fare godere la donna rispettivamente in senso ‘vaginale’ o in senso ‘clitorideo’.

Tutte le donne, per definizione, sono in grado di esperire orgasmi sia attraverso leccate di fica che attraverso profonde penetrazioni vaginali, come anali, mammarie o con qualunque altro gesto finalizzato.

Ciò che manca, forse, in questo pool orgasmico muliebre, è la capacità della donna di comunicare in maniera adeguata queste sue prodigiose facoltà all’uomo, duro anche in senso figurato.

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