scopata amatoriale

Il taxi – Racconto erotico di una porca

Il sabato sera era il momento che aspettavo di settimana in settimana per divertirmi con gli amici; eravamo un gruppo molto affiatato ed insieme spesso frequentavamo locali e discoteche di ogni genere.
Arrivò finalmente l’ultimo sabato del mese, quello da noi più ambito: infatti, proprio quel sabato avrebbe aperto una nuova discoteca contenente sette piani di divertimento.

Ci demmo appuntamento come al solito in piazza della stazione, dove solitamente noi ragazze del gruppo aspettavamo i ragazzi con le auto per raggiungere i luoghi dei nostri divertimenti.
E così, tra una preparazione e l’altra, si fecero presto le ventidue ed io con le mie amiche fummo puntuali in piazza vestite di abiti succinti e provocanti: il nostro divertimento era anche quello di far girare la testa agli uomini.

Raggiunta la discoteca, scoprimmo che ogni suo piano era adibito a temi e stili diversi, così ci fermammo al terzo per ballare lo stile house, e tra un ballo e l’altro degustando cocktail cominciammo a disinibirci e a divertirci sempre di più.

Ballammo fino a tarda notte, finché, esaurita la serata di divertimento, decisi di non rientrare a casa con il mio amico evidentemente turbato dai fumi dell’alcol, ma di prendere uno dei tanti taxi presenti a quell’ora fuori dalla discoteca.

Presi il taxi di Roberto, un attraente trentenne, che non perse tempo a parlare di sè specificando che quella sarebbe stata la sua ultima corsa giornaliera e che prima di accompagnarmi a casa avrebbe voluto bere qualcosa con me a casa sua.

Lusingata accettai l’invito e a casa sua feci anche colazione: Roberto mi offrì un caffè bollente e dei cornetti caldi, ma non bastò a placare gli effetti dell’alcool che stava continuando ad agire sul mio cervello. Con la mente un po’ annebbiata mi diressi nel salotto, dove potei notare una serie di titoli amatoriali con casalinghe italiane e compresi finalmente la devozione di Roberto per il sesso. L’alcool ebbe uno strano effetto sui nostri ormoni, la mia resistenza al suo profondo fascino fu pari a zero e così presi l’iniziativa di svestirlo sganciando con violenza i suoi pantaloni.

Tolsi anche i suoi slip e portai la sua deliziosa asta alla bocca facendolo esplodere in un orgasmo di piacere estremo.
Subito dopo Roberto prese dal frigo della panna montata e cosparse il mio corpo nudo di essa, poi con gran golosità cominciò a leccare la mia pelle fino ad arrivare alla calda passera e ripulendola con insistenza tra le piccole labbra mi fece godere come una pornodiva.

Con grande irruenza, il mio tassista aprì con le sue grandi mani le mie gambe mettendo in evidenza la strada del grande piacere, ed infilando il suo grande membro dentro la mia vagina umida, cominciò a penetrarmi toccando con una mano il mio turgido clitoride. Fu un momento di esplosione intensa: non solo Roberto venne una seconda volta, ma fece venire anche me con i suoi movimenti sempre più intensi, facendomi raggiungere l’estasi del piacere.

Quel sabato sera fu indimenticabile e il mio piacere fu portato alle stelle.

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